| COREOGRAFIE |
| Sembrerebbe un uccellino caduto nel nulla, fragile e delicato: è l’immagine della danzatrice nell’assolo iniziale. Prigioniera della sua solitudine, non trova né uscite né liberazione. I due uomini che la raccolgono sono come catene che lei vorrebbe rompere perché sono fantasmi, ombre, sono le sue sofferenze. Una danza a tre che diventa uno e poi a due. Indescrivibile come la musica di Purcell che entra direttamente nell’anima. Béatrice Mille, danzatrice di Aterballetto |
