Era la Roma del 1960.
Il mio quartiere, cresciuto rapidamente a ridosso degli studi di Cinecittà,
era uno dei più popolari di Roma. Gli anni dell'infanzia all'Appio-Tuscolano
si legano al ricordo del profilo di una nave all'orizzonte, quando mi
affacciavo al balcone di casa: era il transatlantico di Amarcord.
L'emozione di quel mondo felliniano, a un passo dal mio palazzo e a
"portata di sguardo", è dentro di me. Da sempre.
Poi, la danza.
A undici anni entro nella Scuola di Ballo dell'Opera di Roma. Otto anni
di disciplina quotidiana e di "magia" che mi hanno portato,
dopo il diploma al liceo artistico, a diventare ballerino stabile del
Teatro dell'Opera. Nella mia città ho danzato per quattro anni.
Poi, spinto dal desiderio di esperienze nuove, sono partito per Reggio
Emilia, dove ho danzato per dieci anni con la Compagnia Aterballetto.
Nel '90 ho iniziato a realizzare coreografie. Ma è solo qualche
anno dopo, nel '93, che ho seguito l'esigenza impellente di comunicare
esclusivamente attraverso il linguaggio coreografico. È stato allora
che ho deciso di lasciare la Compagnia per iniziare la mia nuova avventura,
trasferendomi a Firenze, dove, per quasi cinque anni, sono stato coreografo
residente al Balletto di Toscana e free-lance.
All'Aterballetto, Compagnia nella quale sono cresciuto e dove ho vissuto
esperienze straordinarie, sono tornato da coreografo nel 1997, quando
mi è stata offerta la direzione artistica. Ancora oggi lavoro
qui, con immenso orgoglio. |